La separazione dei genitori rappresenta un momento difficile e di grande cambiamento per i figli che ne sono coinvolti.

I gruppi di parola per figli di genitori separati sono uno spazio protetto entro il quale viene data possibilità ai bambini di dar voce ai propri vissuti e alle proprie emozioni rispetto all’evento separativo di mamma e papà.

Utilizzando giochi, disegni e letture adatte alla loro età, offriamo ai bambini strumenti facili per parlare di cose difficili.

Quando:

Mercoledì 27 marzo 17-19

Mercoledì 3 aprile 17-19

Mercoledì 10 aprile 17-19

Mercoledì 17 aprile 17-19 (17-18 solo bambini/18-19 bambini e genitori)

Dove: Presso Associazione Sloworking, in via Cavour, 74 a Vimercate (MB)

Costo: 25 euro a bambino a incontro.  

Numero minimo di iscritti 4, numero massimo 6. Bambini di età compresa tra i 6 e i 9 anni (più avanti ci saranno per bambini dai 10 ai 12 e poi per adolescenti dai 13 ai 15).

Al termine è previsto un incontro facoltativo (incluso nella quota) con i genitori di ciascun bambino.

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA.

Per info: chiara@studiomotti.it

La separazione e il divorzio sono eventi che hanno un enorme impatto nella vita delle persone; il coinvolgimento emotivo è alto e spesso l’evento viene letto e vissuto come un fallimento personale, un lutto.

Diversi sono gli interventi che possono essere d’aiuto ai soggetti interessati; fra questi spiccano i “Gruppi di auto-mutuo-aiuto”. A differenza del lavoro “one to one”, i gruppi arricchiscono il singolo soggetto dell’esperienza e dei vissuti degli altri partecipanti e permettono una condivisione che risulta apportatrice di valore.

Un percorso che può alleggerire i genitori e di riflesso portare serenità ai figli.

Quando:

Sabato 13 aprile 10.30-12

Sabato 27 aprile 10.30-12

Sabato 11 maggio 10.30-12

Sabato 25 maggio 10.30-12

Dove: Presso Associazione Sloworking, in via Cavour, 74 a Vimercate (MB)

Costo: 25  euro a persona a incontro.

Numero minimo di iscritti 4, numero massimo 10.

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (chiara@studiomotti.it)

Dopo una lunga assenza in cui la mia attività di privacy manager e DPO ha dovuto necessariamente avere la priorità, ritorno a dare spazio alla mia attività di mediatrice familiare e counselor.

Nella vita, ognuno di noi ha momenti di difficoltà; momenti in cui una o più cose ci rendono la vita meno leggera. Può essere una separazione, la perdita del lavoro, la fine di una amicizia oppure un’insoddisfazione generale rispetto alla nostra esistenza.

Ebbene, molto spesso, in momenti come questo, dovremmo avere il coraggio di ammettere, prima di tutto a noi stessi, che “abbiamo bisogno di aiuto”. Forse potrebbe essere anche vero che ce la facciamo da soli, ma perché non ridurre il peso del fardello che portiamo sulle nostre spalle, condividendolo con dei professionisti che sanno creare un ambiente di ascolto attivo, in cui vige la completa “sospensione del giudizio”? Persone che, a differenza di amici e parenti, non sono minimamente coinvolte e soprattutto che non ci danno consigli, ma si “limitano” a stimolare in noi un dialogo, sollecitando, attraverso delle domande, una serie di risposte che noi, oggi, non sappiamo nemmeno di avere dentro di noi.

Con l’obiettivo di “trovare risposte”, rivolgerci a un professionista, inoltre, ci permetterà di compiere un meraviglioso viaggio dentro noi stessi, per raggiungere una maggiore consapevolezza rispetto al nostro essere e quindi al nostro modo di interagire con gli altri. Un viaggio che ci permetterà di entrare in contatto con le nostre emozioni per poter avere una maggiore conoscenza di noi e quindi degli altri, in un allenamento costante delle nostre capacità empatiche.

Accettare di avere “bisogno di aiuto” è un primo enorme passo verso la sistemazione di quegli aspetti che ci lasciano quel gusto di “amaro in bocca” e che non ci permettono di vivere in leggerezza e serenità come deve essere diritto di tutti.

A tutti almeno una volta quando eravamo bambini, qualcuno ha posto la fatidica domanda “che lavoro vuoi fare da grande?” Diversi episodi accaduti di recente mi hanno fatto riflettere (che strano!!!) sul senso di questa frase.

Il counseling è un intervento che ha come obiettivo quello di promuovere il benessere della persona. Da anni anche in Italia si stanno sempre più incrementando interventi di questa tipologia nell’ambito privato. Diverse sono le persone che, riconoscendosi in una fase di difficoltà personale, si rivolgono a psicologi o counselor per avere supporto nel superamento di queste difficoltà.

In più settori che si occupano di benessere della persona, si è introdotta e compresa l’importanza di una visione olistica dell’individuo. Una visione cioè che considera la persona come un’unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che la costituiscono.

Sempre più si vanno diffondendo le cosiddette famiglie allargate: famiglie che nascono dall’unione di due individui che, o solo uno o entrambi, hanno figli da relazioni passate; ciò significa che un crescente numero di bambini e ragazzi convive con un adulto differente dal genitore biologico e, magari anche, con i figli di questo e/o con i figli nati dalla nuova unione.

Gruppi di auto-mutuo-aiuto
Capita, durante il nostro percorso esistenziale, di vivere momenti di difficoltà, situazioni che ci sembra non poter gestire e questo, naturalmente, crea disagio, frustrazione, sensazione di impotenza, tristezza e inadeguatezza. In qualunque direzione ci muoviamo, abbiamo la sensazione che, anziché giungere a delle soluzioni, si stia ulteriormente affondando dentro al problema e dentro la nostra incapacità di gestirlo se non risolverlo.